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Prato Gaio

Frazione Versa
(bivio per Volpara)
Montecalvo Versiggia (PV)
Tel. 0385 99726
    

ATTENZIONE!
Se siete pervenuti a questa pagina da una ricerca in Google o se l'avete nei vostri segnalibri, prendete nota che abbiamo pubblicato un reportage più recente su questo locale a questo link.

Data Reportage: 22-11-08 Le prove precedenti: 25-6-06
Tipologia del Locale: Ristorante



Descrizione

Il ristorante Prato Gaio sorge in aperta campagna, in bella posizione, adagiato fra i vigneti delle dolci colline dell'Oltrepò; Pavese.





Difficile capitarci per caso, anche se durante la nostra visita un tavolo è stato riempito proprio da avventori occasionali...





L'ingresso è occupato in lunghezza dal bancone del bar.
Da qui si intravedono le due belle sale da pranzo alle due estremità.
Quella principale, la più spaziosa, è calda e accogliente come un salotto di casa.









La più piccola, dotata di camino angolare, viene usata occasionalmente.







Gli ambienti sono caratterizzati da pavimenti in parquet con tappeti, tinte chiare sui toni del verde, una illuminazione riposante e tavoli rotondi ben distanziati...
Due separé dividono otticamente la sala principale creando degli angoli graziosi ed aumentando la privacy.





A completare l'atmosfera ci sono belle madie in arte povera e tavolini e scaffali con tanti libri a tema, incentrati sulla cucina di territorio, sui vini e sulle più svariate curiosità gastronomiche... tutti in bella vista, tutti consultabili a piacere.





La mise en place è di tono, con tovagliati che scendono fino a terra ed apparecchiature eleganti.



La carta di Prato Gaio -esteticamente molto curata- propone non soltanto un ricco e stimolante ventaglio di piatti di tradizione pura, ma anche preparazioni di ricerca derivate da ingredienti del territorio: citando il patron Giorgio Liberti, "la cucina che magari i nostri nonni non facevano ma che si sarebbe potuta fare con quegli ingredienti", in buona sostanza una rivisitazione moderna e propositiva della tradizione.



Per fare un esempio pratico, la crema di zucca con le aringhe non fa parte del patrimonio che ci è stato tramandato, ma se gli avi vissuti nella zona avessero la possibilità di assaggiarla grazie ad una ipotetica macchina del tempo, riconoscerebbero i sapori a cui erano abituati.



La cantina è molto ben fornita, con una carta ricca e curata con un occhio di riguardo per i produttori del pavese, anche piccoli.
Alcune bottiglie sono esposte in bella mostra in sala.



Una doverosa citazione per la signora Daniela, qui ripresa con la nostra Laura: è lei la depositaria e l'esecutrice materiale di tutte le ricette di famiglia che le sono state trasmesse dalla madre e dalla zia del patron Giorgio Liberti, che si occupa invece del servizio con estrema attenzione, disponibilità e "savoir faire".