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3 Gigli all'Incoronata

  Piazza della Vittoria, 47
Lodi
Tel. 0371 421404

Provato il  1-7-2006

Conto (in 2)  € 132,50
Tipologia del Locale:  Ristorante

Descrizione

Ci siamo recati ai 3 Gigli su indicazione del Patron di Prato Gaio, che a domanda specifica di quale locale ci consigliasse per provare la cucina lodigiana, non aveva avuto dubbi nel consigliarcelo sperticatamente.
Noi che di norma diffidiamo quasi sempre dei ristoranti di città, l'abbiamo ugualmente provato subito, ma non ne siamo affatto rimasti entusiasti come speravamo.
Il locale, situato al fondo di una Galleria pedonale con negozi e portoncini condominiali nel pieno centro di Lodi, è arredato in stile anni '70 come una bomboniera rosa suddivisa in piccole salette, con pavimenti in parquet, vetrinette e madie in legno, ricchi tendaggi chiari e grandi tavoli rotondi ben apparecchiati.
La carta delle vivande non è prevalentemente imperniata sulle specialità della cucina regionale, anzi a noi è parsa piuttosto creativa: non è comunque un difetto, tutt'altro... semplicemente non è proprio quello che andavamo cercando, e non è nemmeno quello che normalmente prediligiamo in base ai nostri gusti personali; la carta dei vini non ci ha incantato, ci sarebbe piaciuto trovarvi una scelta più larga di bianchi da abbinare al menu di pesce che abbiamo finito per scegliere (degustazione a 55 euro); cercavamo un friulano sfizioso, magari qualcosa di Jermann... alla fine abbiamo comunque adocchiato una ottima bottiglia di Schiopetto, e su quella ci siamo indirizzati ad occhi chiusi.

Il nostro pasto

Appetizer: spuma di salmone con pan brioche: non l'abbiamo mai amata, al pari del cocktail di gamberetti in salsa rosa con cui fa il paio nella nostra personalissima classifica di cose che preferiremmo non trovare; questa era comunque fresca e ben realizzata.

Antipasti:   insalata di Pescatrice affumicata con pomodori ciliegia e menta: mano abile nell'affumicatura, quasi una crudité dal sapore originale e molto deciso; Calamari alla piastra con fagiolini al vapore ed olive: un ottimo antipasto, con le verdure giustamente appena scottate, molto gradevole.

Primi:   Risotto con Gamberi Rossi di Sicilia: perfetta la consistenza del riso, ma troppo saporito, quasi ai limiti del salato, il fondo di cottura.

Secondi:   Nido di Sogliola arrostito con purée di fagioli di Pigna, fave ed olive taggiasche: ben presentato.. e di buona consistenza anche le carni dei filetti... ma salato! E anche, a nostro avviso, eccessivamente ricco di sapori, alla fine troppo sovrapposti fra loro.

Dessert:   Zuppa fredda di ciliege al Blauburgunder con gelato al pepe nero, molto originale; Crema fredda caramellata ai fiori di Lavanda, altrettanto gradevole.
Strana l'assenza della piccola pasticceria, prevista invece nella descrizione del menu, assieme ai caffè.

Vini:   Collio Pinot Bianco 2004 di Schiopetto, che ci è stato corretttamente servito nel secchiello del ghiaccio.

Commenti:   il tipo di locale che di solito non andiamo a cercare: un ristorante di città di buona levatura e con prezzi conseguentemente non proprio economici; una cucina più internazionale che locale, con qualche tocco di creatività e con qualche acuto, ma con tendenza ad abbinare troppi ingredienti fra loro, allontanandosi dalla semplicità della valorizzazione dei singoli sapori, con il risultato di apparire eccessivamente greve e saporita in alcune preparazioni.
Sufficienza piena, ci mancherebbe... però la nostra idea di cena sfiziosa è un'altra, e ben difficilmente faremo come la coppia del tavolo accanto a noi, che ci è stato detto essere ospite abituale del ristorante con cadenza settimanale.

Note conclusive

Bilancio moderatamente positivo
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