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Antica Trattoria Cerretti

  Via San Cristoforo, 22
Frazione Ponzò di Riccò del Golfo (SP)
Tel. 0187 926277

Provato il  4-7-99

Conto (in 2)  € 46,48
Tipologia del Locale:  Trattoria

Descrizione

L'Antica Trattoria Cerretti è situata a pochi metri dal nucleo antico del borgo di Ponzò, che merita una visita a piedi prima di sedersi a tavola. La lunga sala rettangolare, arredata in stile anni '50, con pavimento a piastrelline, perlinato fino a metà parete e bei lampadari in vetro dipinto, con un grande camino angolare e tavoli rustici, non è certo una bomboniera, ma offre dai grandi finestroni una vista incomparabile che abbraccia l'anfiteatro naturale dei monti dell'Appennino Ligure digradanti sul Golfo di La Spezia, ed in lontananza le Alpi Apuane e la costa toscana. I bagni ristrutturati sono lindi e moderni.
Il patron del locale è una persona innamorata del suo lavoro ed è sempre pronto a dispensare qualche spiegazione sui piatti che arrivano dalla cucina. Il servizio è preciso e veloce; le posate vengono cambiate ad ogni portata anche se i piatti di ceramica bianca sono rustici e semplici; alla nostra richiesta finale di un caffè decaffeinato molto lungo, questo ci è stato servito in tazza grande, cosa più unica che rara, che denota cura ed attenzione anche ai minimi particolari.
La carta dei vini, che viene presentata su richiesta, comprende un discreto assortimento di proposte locali e regionali; di norma viene proposto un Nostralino bianco della casa (uve di Albarolo Bosco e Vermentino vinificate in buccia), sul quale è caduta la nostra scelta, che si è rivelata del tutto soddisfacente.

Il nostro pasto

Antipasti:
   ottimi, bollenti "sgabei" lievitati con il miele ad accompagnare la pancetta condita con un filo di salsina verde, una selezione di verdure (preparate giornalmente con la vecchia tecnica di conservazione "aceto-olio", modificata per permetterne la consumazione immediata) e delle buonissime cipolline in agrodolce, con miele di castagno ed aceto balsamico; purtroppo assenti le tipiche torte calde di verdura della zona, anche se, ci hanno assicurato, fanno normalmente parte del menù, che viene variato settimanalmente e segue l'andamento delle stagioni.

Primi:   serviti nella giusta successione di sapori, tre primi davvero speciali: una eccellente minestra di legumi, con farro, lenticchie, fagioli cannellini, fagioli "dell'occhio" e sei tipi di erbette delle Cinque Terre, colto recupero di una antica ricetta contadina locale, progenitrice della ben più nota "Mesciuà" spezzina; delle originali e freschissime lasagnette di colore aranciato, preparate con zafferano e pomodoro nell'impasto e condite con un profumatissimo e vellutato ragù di verdure in cui spiccavano le zucchine; per finire, tagliolini fatti in casa ai funghi porcini, dal sapore pieno e rotondo.

Secondi:   accompagnati da un cestino di fragrante pane casereccio, abbiamo degustato un prosciutto di maiale al forno ed un roast-beef condito con scaglie di parmigiano e rucola fresca: ottime carni, cotte con mano sicura.

Dessert:   nessuna possibilità di scelta; ci è stata servito un originale tiramisù ai frutti di bosco, preparato con poco mascarpone mescolato alla chiara d'uovo montata a neve, leggero e spompato. Tuttavia, considerata la zona, avremmo preferito qualcosa di più "locale" e sfizioso, come una torta di mandorle o di pinoli: anche in questo caso però si trattava di una lacuna momentanea, in quanto la cuoca, che si adopera per servire sempre prodotti del giorno, non aveva fatto in tempo a riassortirle.

Vini:   buono il Vermentino dei Colli di Luni 2000 di Giacomelli, Castelnuovo Magra (SP), che solo dopo esplicita richiesta ci è stato servito nel secchiello del ghiaccio, nonostante la temperatura esterna fosse molto elevata, quella sera.

Commenti:   la cucina, da cui ad un certo momento è comparsa la cuoca, immacolata e professionale nel suo grembiule e cappello regolamentare bianco, fonda le sue preparazioni sui sapori ed i profumi delle verdure e delle erbette appena colte e su di una eccellente qualità delle materie prime, cosa particolarmente apprezzabile quando è il momento di digerire.
Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, con una ricevuta fiscale, disarmante per la sua semplicità, da additare come esempio per tutti: 2 menù degustazione a 80.000 lire, ed una bella parentesi graffa ad abbracciare le voci del coperto, del vino e dell'acqua, per altre 10.000 lire.
Il nostro giudizio è molto positivo: vale il viaggio e merita comunque una deviazione dall'autostrada.

Note conclusive

Bilancio positivo
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