I Bologna
![]() | Via N. Sardi, 4 Rocchetta Tanaro (AT) Tel. 0141 644600 - 644197 |
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Provato / (Conto in 2)
31-5-03 (€ 117,00) / 16-7-99 (€ 77,47)
Tipologia del Locale: Ristorante
Descrizione
Il locale è ancora migliorato rispetto alla nostra prima visita di qualche anno fa, in cui venimmo accolti da Carlo Bologna in persona fasciato in un professionale grembiule rosso.
Attraversato il prezioso cancello in ferro battuto e poi un bel portoncino, ci si trova in un ingresso caldo ed accogliente impreziosito da un grande tappeto orientale.
Si cena in due salette di grande suggestione, una delle quali ricavata da una mangiatoia, in un ambiente rustico-elegante. I pavimenti sono in cotto antico, le pareti intonacate ospitano una ricca collezione di stampe, i tavoli ben distanziati hanno una apparecchiatura semplice ma di classe, con bicchieri adeguati.
Il servizio, svolto da cameriere premurose e garbate, è efficiente e scandito dai giusti tempi di intervallo; piatti e posate vengono cambiati ad ogni portata.
Il menù è fisso e viene servito d'ufficio, con la possibilità di scegliere soltanto fra i secondi. La scelta dei vini è notevole: conviene tuttavia orientarsi sulle superbe Barbera d'Asti dell'Azienda di famiglia (Braida), che spesso hanno prezzi da capogiro o risultano introvabili in enoteca ("Ai Suma", ai tempi della nostra prima visita, era prenotato fino al 2002).
La cucina, che si intravede da una delle due salette, è linda e ben attrezzata, con personale impeccabile, in divisa bianca e cappello, che lavora con alacrità.
Il nostro pasto (31-5-03)
Appetizer: sulla tavola ben apparecchiata, lingue di suocera e pane a fettine; appetizer costituito da fiore di zucchina fritto accompagnato da fette di salame di Felino, l'unica preparazione dell'intera serata che si prestasse ad una piccola critica in quanto la frittura non era perfettamente asciutta.
Antipasti: nodino di vitello con salsa tonnata, squisito, e quagliette in salsa con il loro ovetto e punte di asparagi, davvero sfiziose.
Primi: ravioli ripieni di magro al burro e salvia con tartufo nero, eccellenti, e tajarin con crema di basilico, splendidamente croccanti e delicati.
Secondi: maialino sulla sua pietra di cottura, profumato alle erbe aromatiche; e ancora un assaggio di formaggetta di capra guarnita con il mosto d'uva fatto in casa.
Dessert: mousse di pesche con guarnizione al cioccolato fondente, e Biancomangiare con fragole e purea di ananas.
Vini: abbiamo bevuto bene, molto bene, degustando: l'eccezionale Barbera d'Asti "Ai Suma" 2000 e due coppe di Brachetto d'Acqui, con sentori di rosa e di pesca, sul dessert.
Commenti: il nostro commento dopo la prima esperienza è stato: "grande cena in un grande ristorante; cucina moderna saldamente di territorio, moderatamente creativa, alleggerita nelle cotture e di grande spessore tecnico.
Il conto è la chicca finale: la ricevuta fiscale conteggia due pasti a prezzo fisso, e non indica separatamente nemmeno il vino; considerandone il costo molto elevato, la spesa è davvero contenuta.
Rapporto qualità-prezzo eccellente per uno dei migliori ristoranti mai provati in assoluto".
Il commento alla seconda cena è sostanzialmente identico, se non fosse che il prezzo è aumentato grazie all'oramai tristemente famoso effetto-euro; segnaliamo inoltre che non vengono accettate carte di credito, stranezza che potrebbe causare malintesi ed imbarazzi.
Note conclusive
Bilancio lusinghiero
l pasti precedenti:
La prima visita (16-7-99)
Appetizer e Antipasti: accompagnato dalle "lingue di suocera", croccanti e sottilissime sfoglie lunghe anche 80 centimetri tipiche dell'Astigiano, ci è stato servito dapprima un'appetizer di seppioline fritte, leggere e fragranti.
Poi in successione lardo alle erbe con i fichi, abbinamento inusuale e riuscitissimo, un vitello tonnato di rara bontà, con una salsa impeccabile ed una carne eccellente, ed una squisita insalata tiepida di coniglio.
Primi: tortelli di magro al burro con tartufo nero, caratterizzati da una sfoglia di pasta sottile di esecuzione perfetta e da un ripieno di ricotta e spinaci equilibrato e gustoso, e magnifici tajarin alla crema di basilico, sottilissimi ma croccanti e ben staccati fra loro, profumatissimi ma leggeri al tempo stesso.
Secondi: abbiamo optato per un piatto-simbolo dei Bologna, il fegato di coniglio all'aceto balsamico, grande pietanza dal sapore equilibrato ed elegante, con il suo fondo di cottura della giusta densità.
Prima del dessert ci è stata ancora portata in assaggio una deliziosa formaggetta a base di latte di capra servita con la "cognà".
Dessert: sorseggiando Moscato d'Asti La Caudrina (che ci è stato lasciato cortesemente al tavolo), ci siamo deliziati con il semifreddo al cioccolato appoggiato su crema pasticcera profumata alla menta, un'opera d'arte simile ad un budino dalle pareti consistenti, contenente al suo interno una cioccolata calda fluida come una colata lavica, ed il parfait ai fichi, dal sapore molto delicato.
Vini: Barbera d'Asti "Ai Suma" '96, Braida. Affinato in piccole botti di rovere, è morbido ed elegante; il suo profumo ricorda il Bricco dell'Uccellone. "Ai Suma" viene prodotto soltanto nelle annate migliori, quando all'assaggio si può davvero esclamare "ci siamo!".







