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L'Osto del Borgh Vej

  Via Tasso, 7
Torino
Tel. 011 4364843

ATTENZIONE!
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Provato il  9-4-2004

Conto (in 2)  € 70,00
Tipologia del Locale:  Trattoria di tendenza

Descrizione

L'Osto del Borgh Vej è una "trattoria" molto curata che si affaccia sull'incantevole Piazzetta IV Marzo, nel cuore del Quadrilatero Romano; la zona ricorda molto da vicino uno dei quartieri più pittoreschi di Parigi, Montmartre, ed è diventata il luogo più à la page di Torino, tanto che meriterebbe di essere scoperta e valorizzata da un turismo che ancora stenta a decollare.
Il locale è strutturato come un corridoio, con pochi coperti su entrambi i lati, ed è arredato con gusto e semplicità: pareti color arancio, un intero lato della sala con mattoni a vista, la calda illuminazione affidata a lampade vecchio stile sospese, una diversa dall'altra...
I piccoli tavoli sono ben apparecchiati con tovaglie in tessuti provenzali, coprimacchia chiari ed i bicchieri giusti; in un angolo al fondo c'è una bella madia che contiene una ricca selezione di grappe e di superalcolici; esiste anche una seconda sala al piano superiore, molto intima e raccolta, caratterizzata da un caldo pavimento in parquet; alle pareti spicca una interessante raccolta di fotografie d'epoca della città.
Il servizio è cortese e professionale; il coperto comprende, oltre ai grissini, dei buoni panini assortiti, normali e al sesamo.
La carta dei vini non è sterminata ma si presenta con una certa eleganza e con qualche etichetta interessante.

Il nostro pasto

Antipasti:  tagliata di tonno fresco marinato con erbette, pesce crudo freschissimo ai livelli dei migliori sushi; finissima di polipo, una insalatina gradevole ma con poca "grinta"; infine calamaro ripieno su vellutata alla senape, molto originale.

Primi:  buoni i maccheroncini trafilati al bronzo con verdure e filetti di triglia; ancora migliori, sia per la cottura sia per l'accostamento dei sapori, i tagliolini con pesto di rucola e piovra.

Secondi:  filetto di San Pietro con verdure croccanti, perfetto nella sua semplicità.

Dessert:  presentati insieme in un grande piatto piano, lo squisito parfait alle noci con zabajone e lo sformato al gianduja con la crema di fragole.

Vini:  Nozze d'Oro 2002 Tasca d'Almerita, un bianco siciliano da uve Inzolia e varietà Tasca, di colore paglierino, con profumi freschi e intensi ed una nota di mandorla.

Commenti:  un locale da provare. Cucina moderatamente creativa, di pesce o tradizionale piemontese, fatta di ingredienti freschissimi e presentata in un ambiente piccolo e gradevole.Lo chef e patron dell'Osto è una persona con le idee chiare, affabile e preparato; lo conoscevamo personalmente, ma questo non ci ha impedito di usare nei suoi confronti il nostro metro di giudizio abituale, tanto che non sospetta minimamente di essere stato messo alla prova; tenete però presente che il prezzo da noi pagato è stato di favore e che i menù degustazione si presentano a 25 e a 35 euro, bevande escluse: ci pare comunque che si tratti di un rapporto qualità prezzo tra i migliori della città, considerata la qualità della cucina.
Per ultima, una doverosa annotazione, aggiunta in un secondo momento: alcuni nostri lettori, invogliati da quanto abbiamo scritto, ci hanno riferito di non essersi trovati altrettanto bene, ed effettivamente la votazione più centrata e più "meditata" è quella che proponiamo ora, lievemente diminuita rispetto a quella iniziale.


Note conclusive

Bilancio molto positivo