Reportages enogastronomici
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OtiumVia Bellezia, 8/G |
- Provato il 24-1-2003
Conto (in 2) € 64,00 - Tipologia del Locale: Ristorante etnico
- Descrizione
Ricavato al piano terreno di un antico palazzo nel cuore del quadrilatero Romano di Torino, di cui comprende anche le splendide cantine, Otium è un locale di tendenza di cucina etnica, addirittura siberiana! Tralasciando la considerazione che con tutta probabilità non si è mai sentito parlare di una cucina tipica della steppa, resta il fatto che l'idea è originale e di buon impatto scenografico e che il ristorante è decisamente d'atmosfera.
Oltrepassato un ingresso comune a "Ferramenta", lo splendido bar sotterraneo che propone "serate a tema, cibi, vini distillati, sigari, musica, teatro ed altro dalle diverse regioni e culture del mondo" in un ambiente da galleria di Pietro Micca, ci si trova in una vasta, rustica sala rettangolare illuminata da luci soffuse, i cui tavoli in legno sono apparecchiati con tovaglie e tovaglioli di carta, adeguati calici da vino e candele.
La carta propone anche specialità piemontesi o internazionali, ma quì si viene per il piatto misto siberiano, il Sibir mongolo con cottura alla pietra, che prevede che ciascun commensale si rechi nella "sala di cottura" per comporre a proprio piacimento il suo piatto di carni e verdure miste, ben presentate sopra uno scenografico buffet, per poi farsele cuocere sul grande piano in ardesia visibile anche dall'esterno attraverso le vetrine.
La carta dei vini è ricca e sfiziosa, con molte proposte di nicchia.
Servizio informale, ma attento e puntuale, svolto da disinvolte ragazze in jeans. - Il nostro pasto
Piatto principale: Sibir alla pietra della cucina mongola, composto di verdure di stagione, cipolle, gamberi e carni di maiale, pollo, vitello, bufalo, agnello. Servito con 2 tipi di riso, nero e bianco, con spezie a volontà, fra cui peperoncino, zenzero, pepe, curcuma, con olio e con 2 tipi di salse piccanti rossa e bianca. Una esperienza inconsueta, resa divertente dalla indubbia scenografia della cottura personalizzata effettuata proprio davanti al cliente. Buone le carni, ma congelati i gamberi, la cui consistenza in un paio di esemplari lasciava molto a desiderare.
Dessert: buoni ed originali... minestra calda di arance e frutta secca e Grenky, pane dolce farcito con marmellata, smetana dolce e vodka.
Vini: una gran bella scoperta: Bizir 2000 della tenuta Ajello, vino ottenuto da uvaggio misto siciliano con una prevalenza di uve Chardonnay, dai profumi e dai legni intensi, adattissimo ai cibi degustati. - Commenti: ristorante alla moda di nuova generazione, molto frequentato per via della formula azzeccata; il rapporto qualità-prezzo è nella media delle grandi città. Un indirizzo "giusto" per una serata alternativa dalle atmosfere inconsuete.
- Il nostro giudizio (espresso in decimi): 6 e 1/2 (sei e mezzo)
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