Reportages enogastronomici
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La Nicchia Via Roma, 9 |
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- Provato / (Conto e numero commensali)
21-5-2006 (€ 170,00 in 5) / 17-9-04 (€ 85,50 in 2) / 12-7-02 (€ 75,00 in 2) - Tipologia del Locale: Ristorante
- Descrizione
Si autodefinisce ristorante-vineria, forse per via della saletta accanto all'ingresso dove consumare un pasto frugale, in realtà si tratta di un bel locale molto ben ristrutturato e di notevole atmosfera.
Quando lo provammo la prima volta, nel luglio 2002, non era ancora inserito nelle guide gastronomiche che siamo soliti sfogliare, e fummo lieti di essere i primi ad anticiparvi questa notevole chicca per i buongustai.
L'architettura della Nicchia è di grande impatto visivo: pavimenti in cotto e in pietra, una scenografica colonna centrale in pietra con capitello, soffitti a cassettoni lignei, volte e muri con mattoni a vista, grandi tavoli rotondi ben apparecchiati con tovaglie di Fiandra di color ecrù, sedie verdi, una bella credenza-vetrina in arte povera, una nicchia parzialmente coperta in alto da una lastra di cristallo ad ospitare alcune bottiglie di pregio, lampade alogene a piantana di colore verde disposte in successione lungo una parete, e un bel dehor esterno dove cenare a lume di candela durante la stagione estiva.
Il servizio è curato personalmente dal titolare, una persona squisita e preparatissima, collaboratore Slow Food, sempre pronto al consiglio o alla spiegazione tecnica se richiesto.
Il menù è degustazione o alla carta; la lista dei vini è ampia e ben presentata, con eccellenti etichette ed una ricerca approfondita nel territorio locale, con tutte le poche proposte del Pinerolese.
La nostra scelta si è indirizzata sul menù degustazione nelle prime 2 occasioni e sulla carta nell'ultima. - Il nostro pasto (21-5-06)
Appetizer: antipasto di verdure e tonno, (la classica ratatouille, ben presentata in singoli vassoietti rettangolari di porcellana bianca).
Primi: Agnoli ripieni di Seirass con spinaci croccanti e burro di Brussino, delicati e profumati, serviti in splendidi piatti fondi triangolari di grande diametro; Gnocchi di patate novelle con ragù di salsiccia, morbidissimi e ben conditi.
Secondi: Coniglio bianco lardellato guarnito con asparagi (presidio Slow Food); Tagliata di Fassone con il sale grosso nella sua ciotolina, cotta a regola d'arte; Gran carrello dei Formaggi, di altissimo livello per la ricerca e l'accuratezza della selezione.
Dessert: Sorbetto al limone; Ile flottante con crema di caramello e ventaglio di cioccolato fondente; Crema Catalana alla vaniglia e bourbon con gelato alla crema; Aspic di frutti di bosco con gelato... Tutti imperdibili!
Vini: Ramié 2000 di Giuliano Coutandin, Perosa Argentina (TO), di cui diciamo ampiamente nelle 2 recensioni precedenti. - Commenti:
un ottimo ristorante caratterizzato da un setting d'atmosfera e da una cucina curata e freschissima. Vi si notano la passione, la competenza e la ricerca da "Arca del Gusto Slow Food".
Il rapporto qualità prezzo è decisamente invitante.
Già durante le prime due visite eravamo rimasti molto soddisfatti; le conferme che abbiamo avuto nel corso della terza ci hanno convinto ad aumentare ancora di un gradino la nostra votazione.
Per correttezza di informazione segnaliamo tuttavia che un gruppo di nostri affezionati lettori di vecchia data, sicuramente affidabili, ci hanno segnalato di avere avuto una recente esperienza molto deludente proprio alla Nicchia; la qual cosa non fa che confermare una volta di più quanto variabili e soggettivi possano essere i giudizi in campo enogastronomico.
La Nicchia ha un suo bel sito internet all'indirizzo www.lanicchia.net/ - Il nostro giudizio (espresso in decimi): 7/8 (dal sette all'otto)

- l pasti precedenti:
- La seconda visita (17-9-04) Pane di 2 tipi, con pezzettini di focaccia e grissini, poi l'offerta di un appetizer con un calice di Prosecco di Valdobbiadene delle Sorelle Bronca come aperitivo.
- La prima visita (12-7-02) Antipasti: guanciale di vitello guarnito di sottilissime mele affettate ed aceto balsamico, buono e originale; poi lingua in salsa verde e insalata russa, ben fatte, e vitello tonnato, eccellente; infine lo squisito tortino di pasta brisée con funghi porcini, scamorza fresca e fonduta di toma.
Antipasti: terrina di vitello con pesto leggero di indivia, fresca e appetitosa, con una ottima gelatina; flan di cavolo rosso con fonduta di mozzarella e basilico, una vera sinfonia di sapori.
Primi: risotto con calamaretti, pomodorini-ciliegia e basilico, la cosa meno convincente della intera cena.
Secondi: tenerone di vitello con salsa di olive nere e pinoli.
Dessert: in luogo del dessert, la degustazione di formaggi al carrello, che provengono dai Fratelli Lussiana di Giaveno, da Silvana Gallione di Buriasco e da Gianmarco Morone, selezionatore e affinatore in Novara; bella presentazione di prodotti ricercati ed introvabili, come il Ciavrin di Coazze ed un Seirass al fieno; eccellenti anche la Gorgonzola di Novara ed alcuni vaccini di varie maturazioni.
Un caffè accompagnato da piccola pasticceria ed un digestivo a chiudere un gran buon pasto.
Vini: Ramié 2000 di Giuliano Coutandin, Perosa Argentina (TO), un produttore di piccolissime quantità conosciuto personalmente dal titolare.
Primi: tajarin al ragù di salsiccia, eccellenti per consistenza, cottura e condimento.
Secondi: petrina di fassone al forno con erbette dell'orto: una carne certamente ben cucinata e saporita, ma non perfetta per la presenza di qualche callosità di troppo, fastidiosa al palato.
Dessert: il semifreddo alle pesche con pesche ripiene all'amaretto ed il curioso semifreddo al Genepi con frutti di bosco; entrambi molto belli e vedersi oltre che deliziosi.
Vini: abbiamo degustato il Ramié di Giuliano Coutandin, Perosa Argentina (To), vino locale prodotto in piccolissime quantità - non più di 1500 bottiglie per annata - e il caso ha voluto che in sala fosse presente il produttore, un vero appassionato! Così ci siamo fatti raccontare qualcosa di più di questo raro vino di montagna ottenuto da uve Avanà, Avarengo e Neretto e delle fatiche per ottenerlo strappando letteralmente centimetri preziosi alla montagna.
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