Reportages enogastronomici
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Ristorante Marco PoloVia Marco Polo, 38 |
- Provato il 18-3-2001
Conto (in 2) € 162,68 - Tipologia del Locale: Ristorante
- Descrizione
Situato in piena zona Crocetta a Torino, il ristorante Marco Polo apre il suo ingresso su una via tranquilla e signorile.
Abbiamo cenato al primo piano in una sala accogliente decorata con boiserie, belle tappezzerie in stoffa e ricchi tendaggi; il pavimento è in parquet, i tavoli sono ben apparecchiati con sottotovaglie rosse fino a terra e tovaglie color ocra.
Il personale è in nero e il quadro d'insieme è certamente di tono ma, come spesso accade per questa tipologia di locali nella nostra patria così poco propensa a formare veri camerieri in vere scuole alberghiere, viene a cadere sulle piccole cose, che poi tanto piccole non sono: durante la nostra cena siamo stati costretti ad ascoltare a volume alto lo scambio di spiritosaggini fra il piano superiore e quello inferiore all'interfono, un coltello da pesce usato per raccogliere le seppioline che condivano la pasta non ci è stato cambiato per il secondo piatto, anzi, è stato raccolto sporco dal piatto e posato nuovamente sulla tovaglia, abbiamo dovuto chiedere esplicitamente il secchiello del ghiaccio per mantenere in fresco il nostro Riesling da 40.000 lire... e potremmo continuare sulle piccole disattenzioni commesse nel servire i piatti, come l'ignorare la precedenza femminile, ma ci fermiamo qui.
La carta dei vini è ampia ma non monumentale, quella delle vivande propone un menù degustazione a 90.000 lire, composto di 3 antipasti, un primo un secondo di pesce e il dessert scelti dalla cucina fra le proposte del giorno, oppure una carta con prezzi elevati, in cui i primi costano 40.000 lire e i secondi dalle 60 alle 80.000; il Plateau Royal per 2 persone è proposto a 250.000 lire. - Il nostro pasto
Antipasti: buoni il pane, nella versione normale e nera, i grissini e una sottilissima sfoglia al rosmarino. Avremmo visto molto bene un piattino per posarceli sopra accanto a ciascun commensale.
Abbiamo esordito con una "sottilissima di polipetto", un modo originale per presentare il polipo schiacciato ed affettato; poi fritturina di calamaretti mignon, triglia ed alice, discreta; infine tonno in agrodolce con peperonata e cipolline, non del tutto convincente.
Primi: spaghetti (non fatti a mano) con seppioline ed asparagi, cotti al dente e ben conditi.
Secondi: Branzino in crosta di patate: buona l'idea, ma poco riuscita la realizzazione dal momento che il trancio era insipido e che uno degli involucri di patate non era ben caldo, cosa che farebbe sospettare un assemblaggio frettoloso dei singoli elementi già preparati in precedenza.
Dessert: ottima cassatina con semifreddo al biscotto e cioccolato caldo, con scorzette d'arancia.
Vini: l'eccellente Riesling '97 di Hugel & Fils, Riquewhir, Alsace, senza ombra di dubbio il ricordo migliore dell'intera serata. - Commenti:
in tutta franchezza il menù degustazione ci è parso un po' misero...
In sede di commento, si tratta di un locale poco convincente per i nostri gusti.
Se vogliamo giudicarne la classe, non regge il paragone con qualsiasi Romantik Hotel o Relais & Chateaux francese o tedesco.
Se vogliamo giudicarne la cucina, che dire? Corretta, ma eravamo entrati con aspettative superiori...
E' ovvio che la nostra severità è influenzata pesantemente dal costo di una cena media, che ci costringe a parlarvi di un rapporto qualità-prezzo poco favorevole.
Del resto parliamo di un locale di pesce in città, e la regola non scritta è purtroppo questa. - Il nostro giudizio (espresso in decimi): 6 e 1/2 (sei e mezzo)
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