Reportages enogastronomici


Di Vin Roero

Piazza San Martino, 5
Vezza d'Alba (CN)
Tel. 0173 65114

  • Provato il  6-1-2001
    Conto (in 2)  Euro: 46,48
  • Tipologia del Locale:  Ristorante, Vineria e Locanda
  • Descrizione
    L'ambientazione del Di Vin Roero è di gran gusto, frutto di una mano abilissima negli interventi di ristrutturazione e negli accostamenti dell'arredamento.
    Una vecchia casa situata nella piazzetta più alta del piccolo centro di Vezza, è diventata osteria, vineria e locanda con camere.
    La saletta in cui abbiamo cenato si presenta con un bellissimo pavimento in cotto, pareti "spugnate" in giallo con uno zoccolino di una cinquantina di centimetri in nuance con il cotto e decori a mano in alto e sul soffitto, splendidi tendaggi doppi in voile bordeaux con borchie ricamate color panna, a creare un motivo di grandi pois, bei lampadari in vetro di Murano ed appliques moderne, tavoli semplici apparecchiati con tovaglie bianche e sedie rustiche. Il tutto a creare una gradevolissima atmosfera e l'impressione di trovarsi in un ambiente "giusto".
    Il servizio è simpatico, ma decisamente approssimativo. La lista dei vini è molto bella nella presentazione, notevole la carta tagliata a mano della copertina, e abbastanza completa: discreta la scelta dei Roero, pur non toccando i vertici di abbondanza dell'Enoteca di Canale.
    Buono il pane, strepitosi i grissini. Il menù è fisso, viene recitato a voce e comprende 4 antipasti e un primo, un secondo ed il dessert da scegliere fra un paio di alternative, ad un prezzo veramente molto basso.
  • Il nostro pasto
    Antipasti:
       paté di tonno, spumoso e delicato: peccato non fosse accompagnato da un pan brioche caldo che lo avrebbe reso indimenticabile; torta salata con carciofi e salmone, servita tiepida, originale e ben realizzata; zampone con farro e lenticchie, buono ma non abbastanza bollente; crespelle con i funghi.
    Primi:   abbiamo chiesto di assaggiarli entrambi: maltagliati con porri e salsiccia e tagliatelle con gorgonzola, bietole e noci, entrambi ben riusciti, nonostante il rischio di realizzare qualcosa di molto pesante nel caso delle tagliatelle.
    Secondi:   allo stinco di maiale cotto al forno con polenta abbiamo preferito la degustazione dei formaggi, di cui abbiamo ordinato una sola porzione: da citare un eccezionale "tomin del Mel", le tome stagionate ed il Blu del Moncenisio. Il tutto ci è stato servito accompagnato da miele con le noci e "cognà".
    Dessert:   molto buoni sia il bunet sia il "salame del Papa" al cioccolato.
    Vini:   Roero '98 di Bruno Pasquero, Vezza d'Alba.
  • Commenti:   cucina convincente ed eccellente rapporto qualità-prezzo in un locale gradevolissimo che merita senz'altro una visita.
    La nostra ricevuta fiscale riporta un'unica cifra di 90.000 lire al rigo " 2 menù a prezzo fisso", comprendente anche il Roero da noi scelto, un rosso da 18.000 lire, ed un caffè: un esempio di semplificazione da segnalare con grande evidenza e che andrebbe imitato dai molti osti abituati a conteggiare mille singole voci che fanno lievitare il conto finale a livelli spesso ingiustificati.
  • Il nostro giudizio (espresso in decimi):  7 (sette)

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