 | | Frazione Tacconotti, 17 Frascaro (AL) Tel. 0131 278488 |
Provato il 28-2-1999
Conto (in 2) € 49,06
Tipologia del Locale: Trattoria
Descrizione La bassa casetta che ospita questa trattoria sperduta fra le campagne dell'alessandrino non è molto invitante, anche se le tendine che si intravedono dietro gli infissi fanno capire che l'interno sarà più grazioso. Le salette hanno pareti ridipinte in rosa decorate con qualche quadretto di tema enologico e pavimenti originali a piastrelle in graniglia. Le finestre sono di colore verde intenso, così come l'armadio in legno che contiene i bicchieri.
All'ingresso, accanto al bancone del bar, sono esposte parecchie bottiglie e la carta dei vini, piuttosto ricca, non delude. Il titolare, coadiuvato dalla moglie in cucina, è molto gentile e disponibile, appassionato di vini e ricercatore di ricette curiose o dimenticate: a nostro giudizio tuttavia le proposte in carta risultavano un tantino slegate e non riconducibili ad una linea precisa, come avrebbe potuto essere per esempio la riscoperta dei soli piatti di tradizione delle zone di Alessandria ed Ovada senza troppe altre divagazioni.
Il nostro pasto Dalla simpatica carta scritta a mano su fogli gialli da macelleria, abbiamo scelto:
Antipasti: il misto di 4 portate composto da insalata di pollo con aceto balsamico, una morbida quiche con patate, i cuculli (frittelline) con ripieno di cavolfiore e la caponata di melanzane. Il tutto accompagnato da un cestino di focaccia calda.
Primi: buoni tagliolini alle erbe e discreta zuppa di trippa con patate, che avrebbe potuto essere strepitosa se fosse stata più densa e più saporita.
Secondi: una enorme porzione di "ciapilaia", antico piatto tipico alessandrino fatto di uno spezzatino di collo di manzo tagliato a pezzi molto piccoli e cucinato come un brasato, presentato su di un letto di polenta; buono, ma non perfettamente amalgamato.
Dessert: abbiamo optato per delle poco convincenti frittelline di farina di castagne e rosmarino servite con una crema di ricotta, antica ricetta ligure simile a quella delle "galanne" dell'Antica Trattoria dei Mosto a Campo di Né in Liguria, caratterizzate da una frittura troppo unta ed un accostamento dolce-salato non del tutto indovinato.
Vini: l'eccellente Fleisa '97 (Freisa d'Asti) di Giorgio Carnevale, Cerro Tanaro.
Commenti: la nostra votazione è in definitiva pienamente sufficiente, anche se avrebbe potuto essere ben superiore considerate le premesse.
Il nostro giudizio (espresso in decimi): 6 (sei)