| Loc. Fausoni, 7 Neive (CN) Tel. 0173 679808 |
Provato il 17-10-1999
Conto (in 2) € 51,64
Tipologia del Locale: Vineria
Descrizione La Cantina del Rondò appartiene alla tipologia delle vinerie di nuova generazione ed è ambientata con gusto in un bel cascinale completamente ristrutturato alle porte di Neive: i pavimenti in cotto, le pareti ed i soffitti a volte con mattoni a vista, il bancone per la mescita dei vini e l'affettatrice per i salumi in evidenza, i bagni modernissimi attrezzati anche per gli handicappati, il personale vestito casual che adotta grembiuli rossi come divisa: tutto contribuisce a suggerire un'immagine di ricercatezza e di efficienza.
Il depliant multilingue del locale, che strizza l'occhio al turismo enogastronomico tedesco ed inglese che ormai imperversa in Langa, informa della possibilità di consumare "merende sinoire" (salumi di cascina, burro di montagna, acciughe al verde, tume di Langa a latte crudo, verdure e frutta biologiche) e soprattutto di assaggiare i migliori vini dei Sorì di Neive, Treiso e Barbaresco conservati in piccole botti e poi spillati al bancone, a bicchiere, quarto, mezzo litro e litro.
Il menù comprende carne cruda all'albese, vitello tonnato, minestroni, tajarin ai funghi, al ragù di salsiccia o al burro con i tartufi, brasato, pollo alla cacciatora, torte di frutta e bunet.
Al nostro arrivo la prenotazione era andata misteriosamente smarrita e c'è stato parecchio affanno nel trovarci un tavolo mentre ci veniva offerto un bicchiere di Arneis '98 di Bruno Giacosa come aperitivo; da quel momento abbiamo purtroppo riscontrato altre pecche, non tanto nel servizio, cortese ed efficiente, quanto nella cucina e nel rapporto qualità-prezzo.
Il nostro pasto
Antipasti: dopo l'assaggio di 2 fettine di ottimo salame crudo, abbiamo degustato una eccellente carne cruda tagliata a coltello, condita con scaglie di parmigiano, sedano,cipolla ed olio extravergine; un pò eccessivo il profumo di aglio. Peccato ci sia stata servita in un piatto di portata anzichè in singole razioni, che sarebbero state necessariamente più abbondanti... sarà questo il "leit-motif" dell'intera nostra cena.
Primi: impeccabili sia i tajarin al ragù di salsiccia, sia quelli bianchi con i funghi porcini. Si riveleranno la cosa migliore della serata.
Secondi: avevamo richiesto una porzione di "tume" assortite, e soltanto quelle, ed un'altra di formaggi misti con la purea di patate, ma l'oste ha insistito nell'offrire ad entrambi una degustazione più completa: e di nuovo, come già avvenuto con l'antipasto, il risultato è stato di vederci arrivare un unico piatto di portata piuttosto misero nelle quantità, caratterizzato da una presenza molto parsimoniosa delle robiole espressamente ordinate, ma soprattutto conteggiato come 2 porzioni distinte nella ricevuta fiscale (per la bella cifra di 36.000 lire!). Formaggi ovviamente eccellenti, ma purea soltanto discreta.
Vini: Barbera d'Alba '97 Sorì Santo Stefano del Castello di Neive.
Commenti: tanti piccoli particolari - il depliant in inglese ed in tedesco, le porzioni dell'antipasto e dei formaggi "unificate" ed i prezzi decisamente sopra le righe - ci hanno dato l'impressione che si sia voluto sfruttare la splendida posizione e la formula attualmente più alla moda, ma che in definitiva si sia un po' tradito il vero spirito di Langa, che è prima di tutto amore e passione per vino e cucina e soltanto secondariamente business turistico. Altre vinerie ci hanno soddisfatto ben di più: La Lumaca di Cherasco, la Vineria della Signora in Rosso di Nizza Monferrato, Curia di Acqui Terme e Club di Bacco di Santo Stefano Belbo.
Il nostro giudizio (espresso in decimi): 6+ (sei più)