Reportages enogastronomici


Tacabanda

Via al Teatro Alfieri, 5
Asti
Tel. 0141 530999

  • Provato / (Conto in 2)
    19-1-03 (€ 70,00) / 13-7-01 (€ 82,63)
    26-11-00 (€ 60,94)
  • Tipologia del Locale:  Ristorante - Enoteca
  • Descrizione
    Tacabanda è una vineria di nuova generazione situata nel pieno centro di Asti, a due passi dal teatro. Scesa una scaletta in pietra, ci si trova in una sala rettangolare non amplissima, con pavimenti in piastrelle rosate, pareti intonacate e soffitti con volte a botte e mattoni a vista; un ambiente gradevole e moderno, ma meno d'atmosfera di altri analoghi che abbiamo visitato, forse per via di una illuminazione un po' fredda.
    Il servizio è sveglio, efficiente ed informale; belle le "divise" del personale: professionalissimi grembiuloni color porpora con la scritta "Tacabanda"; cambio posate ad ogni portata, bicchieri "giusti" per ogni vino; buoni i grissini ed il pane a fettine.
    La carta dei vini è ricchissima, quasi monumentale; poichè il ristorante si autodefinisce "Osteria della Barbera", vi si potranno trovare tutte le migliori con ricarichi onestissimi.
    La cucina ci è parsa di altissimo livello, più da grande ristorante che da osteria-vineria, nonostante sia assente la carta e la scelta delle vivande non sia sterminata, come deve essere in un locale di questo tipo.
  • Il nostro pasto (19-1-03)
    Appetizer:
       coperto con pane e squisiti grissini da sciogliere in bocca; come appetizer, assieme ad una flute di spumante, meravigliosi, bollenti "friciulin" di ceci coperti da una fettina di lardo presentati su una vellutata di spinaci: un antipasto da concorso, originale e perfetto nell'accostamento dei sapori, proposto addirittura come una gentile offerta della casa.
    Antipasti:   il duo di antipasti: l'originale tortino di finocchi con fonduta ricoperto di una sottilissima sfoglia gratinata di parmigiano, ed una terrina di bolliti misti legati da una compatta pasta di spinaci in luogo della gelatina, appoggiata su una sorta di scacchiera con le due canoniche salse piemontesi per i bolliti, quella rossa e quella verde; un piatto spettacolare per presentazione e bontà.
    Primi:   un duo anche nei primi: morbidissimi gnocchetti al raschera e grandi agnolotti ripieni di brasato con il ragù di salsiccia.
    Secondi:   la tagliata di vitello con la trevisana e le patate al forno, e l'assortimento di formaggi tipici, presentati direttamente nel piatto già preparato in cucina, purtroppo non in perfetta successione di sapori, con il miele di castagno.
    Dessert:   tris di dessert, di nuovo a livelli di altissima cucina: il tortino di zucca e miele, quello caldo al cioccolato fondente, ed il semifreddo ai cachi... 2 caffè per terminare.
    Vini:   abbiamo bevuto la Barbera d'Asti 2001 di Scrimaglio.
  • Commenti:   un locale entusiasmante, da segnalare senza riserve.
    Una cucina che, meriterebbe un otto pieno, se proposta da un ristorante di alto livello... Una votazione che assegneremmo volentieri anche ad una vineria, dal momento che non vediamo ragione di tenerci al ribasso in considerazione della tipologia del locale, se non fosse che la seconda visita, peraltro effettuata in una serata del tutto particolare, ci ha costretti a rivedere in parte il nostro giudizio entusiasta.
    In definitiva, se ci reca da Tacabanda per la cucina di territorio abbinata ad una grande scelta enologica, in particolare per le Barbere, tralasciando gli estemporanei esperimenti di cucina ittica da cui ci siamo lasciati tentare nel corso della seconda visita, risulteranno estremamente convincenti la tecnica ed il gusto originale negli abbinamenti dei sapori, le porzioni abbondanti e ben presentate ed il rapporto qualità-prezzo estremamente conveniente.
  • Il nostro giudizio (espresso in decimi):  7/8 (dal sette all'otto)

  • l pasti precedenti:
  • La seconda visita (13-7-01)
  • La nostra seconda visita, durante una cena a tema dedicata al pesce di mare, non è stata affatto convincente. Bevendo Gewutztraminer 2000 dei produttori di San Michele Appiano, Bz, abbiamo cenato con : aperitivo (Cortese) con ostrica, insalatina di polipo tiepida (non lo era) marinata al sedano rapa, sformatino tiepido di pomodoro e basilico con alici dorate, calamari ripieni all'erba di S. Pietro (mal riusciti), cozze scoppiate, tagliatelle al nero di seppia con frutti di mare, orata al cartoccio con contorni di stagione (solo patate) e fantasia di dolci.
    Una cena riuscita male, caratterizzata da una cucina stranamente tentennante, forse per via del pesce che non è certo specialità locale: proprio per questo motivo vogliamo considerarla poco influente sul giudizio finale, che resta alto nonostante la "caduta".

  • La prima visita (26-11-00)
  • Antipasti:   quattro antipasti in successione, uno più curato dell'altro: coniglio all'aceto balsamico con sottili scaglie di pecorino, melograno e trevisana, eccellente ed originale.
    Poi i tre caldi: carré di maiale con polenta bianca, lardo di arnad e funghi porcini, squisito.
    Fagottino di cardi in foglia di verza con bagna cauda e "foglia di parmigiano", compendio di delicatezza e decisione dei sapori.
    Infine cestino di pane con topinambour, uova di quaglia e fonduta, notevole.
    Primi:   tajarin al sugo di creste di gallo e fegatini, coraggiosi ed eccellenti; lasagnette alle verdure.
    Secondi:   pollo alla Barbera con patate: presto detto, ma avete mai visto un pollo presentato come una fetta di sottofiletto, soltanto di colore bianco? Cottura perfetta ed ottima salsa al vino.
    Dessert:   "fantasia dello chef", ossia un assaggio di tre diverse specialità: mousse al cioccolato, semifreddo al torrone e sfoglia di pere con crema al Moscato, tutti molto buoni e ben presentati.
    Vini:   una grande Barbera d'Asti superiore: Titon '98, dell'azienda agricola "L'Armangia" di Ignazio Giovine, Canelli (AT).

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