Reportages enogastronomici


Osteria dell'Arco

Piazza Savona, 5
Alba (CN)
Tel. 0173 363974

  • Provato il  5-11-2000
    Conto (in 2)  Euro: 70,75
  • Tipologia del Locale:  Ristorante
  • Descrizione
    L'ambientazione della vecchia sede dell'Osteria dell'Arco era sicuramente più suggestiva dell'odierna, ma il locale è comunque gradevole.
    La vasta sala da pranzo "ad elle" ha pavimenti in marmo bianco, pareti in spugnato giallino e belle scaffalature in legno scuro su cui sono esposte, pronte alla beva, bottiglie dei produttori più noti, oltre ad una sorta di "biblioteca del vino" molto d'effetto, chiusa da ante di vetro ed illuminata, che riveste una intera parete di fondo.
    Ben studiata l'illuminazione, affidata ad alogene a stelo piantate alla base delle pareti come alabarde inclinate.
    I tavoli sono apparecchiati con sobrietà; i piatti recano stampato il logo dello Slow Food.
    Notevole la carta dei vini, ben suddivisa per tipologie e ricca delle proposte dei migliori produttori italiani, con qualche divagazione all'estero e con un occhio di riguardo ai piemontesi e ai langaroli, naturalmente.
    Tre i menù guidati, caratterizzati da una meditata scelta della successione dei sapori e completati dalla possibilità di scegliere alla carta.
    Normali il pane ed i grissini.
    Il servizio è sollecito, affabile e garbato, svolto da un responsabile del locale e da cameriere vestite di nero.
  • Il nostro pasto
    Abbiamo scelto il menù degustazione proposto a 30 Euro
    Antipasti:   il menù della tradizione prevedeva tonno di galletto nostrano con aceto balsamico e flan di broccoli con fonduta, il menù-tartufo l'uovo in cocotte con tartufo bianco, eccellente; a volere essere pignoli, un pan brioche caldo d'accompagnamento non avrebbe guastato.
    Primi:   tajarin al burro e salvia e risotto con fonduta, entrambi perfetti.
    Secondi:   brasato la barolo, presentato in una unica fetta spessa e tenerissima, tra i migliori assaggiati, e vitello fassone con tartufo nero, caratterizzato da un tipo di cottura da "maitre rotisseur" che raramente ci capita di incontrare.
    Dessert:   molto buoni sia il bunet sia l'autunnale, delicata mousse di cachi con salsa di marroni, una vera sinfonia di sapori.
    Vini:   l'ottimo Dolcetto d'Alba '99 di Fiorenzo Nada, Treiso.
  • Commenti:   un locale che merita una visita. Ottima cucina di territorio, equilibrata, ben eseguita e ben presentata, caratterizzata da ingredienti freschissimi, e anche molto digeribile. Squisiti ed originali i dolci, a cui è dedicata una carta apposita. Non all'altezza il pane, che in un locale simile andrebbe offerto in almeno due o tre qualità.
    Il rapporto qualità-prezzo è sicuramente convincente, considerato che parliamo di un ristorante di città.
  • Il nostro giudizio (espresso in decimi):  7 e 1/2 (sette e mezzo)

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