Reportages enogastronomici


Magiargé

Piazza G. Viale, 1
Bordighera Alta (IM)
Tel. 0184 262946

  • Provato / (Conto in 2)
    28-8-04 (€ 234.00 in 8) / 3-11-02 (€ 140,00 in 4)
    16-7-00 (€58,88 in 2)
  • Tipologia del Locale:  Trattoria tipica
  • Descrizione
    Magiargè è l'equivalente ligure dell'Osteria dell'Arancio di Grottammare. Situata nel cuore del suggestivo borgo antico di Bordighera, colpisce subito per il setting: in estate alcuni tavoli vengono apparecchiati all'aperto nella deliziosa piazzetta antistante, l'interno è comunque estremamente gradevole e di carattere. I pavimenti sono in piastrelle bianche intercalate da tozzetti neri, le pareti dipinte in un caldo spugnato arancione e decorate da qualche nicchia in tinta ancora più forte e da una serie di quadretti in legno a soggetto ittico che illustrano pesci visti di lato con il loro nome zoologico. Su un tavolino verso il fondo spicca una ricca collezione di grappe e di superalcolici.
    I tavoli sono bene apparecchiati, ma la caratteristica del locale nel suo complesso è quella di essere senza fronzoli pur con ogni cosa perfettamente studiata e al suo posto.
    Le toilettes sono linde e profumate, nuove, con fiori freschi sia nel bagno sia accanto al lavabo.
    Il servizio è di quelli che piacciono a noi: giovane, disinvolto, sorridente, cortese, professionale, competente e rapidissimo.
    Il menù è scritto su lavagnette che vengono portate al tavolo: non comodissime ma molto simpatiche. Molto completa la carta dei vini, dal momento che Magiargé è anche Enoteca.
    Nel corso del 2004 Magiargé ha effettuato dei lavori di ampliamento dei locali, trasferendo di qualche metro le salette da pranzo nell'edificio confinante con quello originario ed adibendo quest'ultimo a Bottega di vendita di prodotti tipici; arredamento e decorazioni sono rimaste le stesse, con qualche ulteriore abbellimento, come le lastre di vetro inserite in alcuni punti dei pavimenti per permettere una visione scenografica dall'alto delle belle cantine.
  • Il nostro pasto (28-8-04)
    Antipasti:   Caponata di pesce alla genovese; Polpette di pesce con pomodoro e mentuccia; Stoccafisso mantecato "Brandacujun"; Passata di trombette con il ragù di pesce (perfetto, delicatissimo accostamento, di sapori e di temperature); li abbiamo assaggiati tutti in degustazione, e siamo rimasti come sempre colpiti non soltanto dalla qualità degli ingredienti e dall'esecuzione, ma perfino dalla scelta non casuale delle temperature di servizio di ciascuno.
    Primi:   Ciuppin alla Sanremasca; Lasagne al forno con il pesto e le bietoline; Trofiette Levantine con seppie e finferli... tre piatti uno più buono dell'altro!
    Secondi:   la scelta era fra Scaloppa di Baccalà con i pomodorini, Filetto di Occhiata con le verdure, Steak di Tonnetto e cipolle di Tropea e Coniglio in casseruola alla Ligure; possiamo soltanto dirvi del Tonnetto, semplice ma perfetto.
    Dessert:   questa volta la lavagnetta dei dessert proponeva Bavarese al lime e salsa di vaniglia, Mambrì di anguria e melone, Gelato di crema e Fichi Paradiso, Gianduiotto in salsa moka, Babà al Limoncello con il gelato, Sorbetto di mela verde con il Calvados, Pesche ripiene all'amaretto o Formaggio con la melata di bosco; Sorbetto e Gianduiotto sono quelli che abbiamo provato e gustato molto soddisfatti.
    Vini:   Lumassina dei Colli Savonesi "L'Acerbina" 2003, Cascina Terre Rosse, Finale Ligure; il più raro dei tre vini bianchi tipici della Riviera ligure di ponente, caratterizzato da una lieve, gradevole acidità al palato. Ormeasco Sciacchettrà 2003 di Nicola Guglierame, vino rosato di buona qualità.
  • Commenti:   una trattoria-osteria di nuova generazione di quelle "giuste", da consigliare ad occhi chiusi. Cucina e professionalità ad alti livelli, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Una delle migliori realtà del Ponente ligure, ed il costante tutto esaurito sta lì a dimostrarlo.
  • Il nostro giudizio (espresso in decimi):  7/8 (dal sette all'otto)

  • l pasti precedenti:
  • La seconda visita (3-11-02)
  • Antipasti:   i 4 antipasti in degustazione: carpaccio di baccalà con pomodorini freschi e salsa genovese; sformato di cavolo rosso e verza su crema di piselli; vellutata di zucca con filetto di ricciola; stoccafisso "brandacujun"; quattro opere d'arte, se ci è consentito l'entusiasmo.
    Primi:   abbiamo provato entrambe le proposte scritte sulla lavagnetta: ciupin di pesce con crostini e salsa ruja (una maionese leggera realizzata con patate e insaporita al peperoncino) e trenette con le acciughe, splendide.
    Secondi:   in luogo dei secondi, ci siamo fatti tentare da una porzione di taleggio con la melata di bosco accompagnata da un bicchiere di Manzanilla.
    Dessert:   una porzione di pera cotta nel vino Rossese di Dolceacqua guarnita con una pallina di squisito gelato alla crema.
    Vini:   2 bottiglie di Pigato 2001, Cascina Feipù dei Massaretti di Pippo Parodi.
  • La prima visita (16-7-00)
  • Antipasti:   E' possibile scegliere fra 4 antipasti oppure assaggiarli tutti in degustazione di mezze porzioni: è quello che abbiamo fatto, iniziando dai delicati fiori di zucca ripieni alla ligure e proseguendo con la tartare di tonnetto, un piatto squisito guarnito con una fetta di spada affumicato e tonno e alici marinate su di un letto di insalata. Poi è stata la volta del Baccalà brandato all'extravergine, versione estiva alleggerita e persin più elegante del "brandacujun" realizzato con lo stoccafisso, e infine abbiamo terminato con lo stufatino di Sugarello con le zucchine.
    Quattro piatti eleganti, raffinati, di tradizione e di esecuzione impeccabile: una vera sinfonia di sapori della Liguria.
    Inutile dire che ad accompagnare il tutto ci sono stati serviti tre tipi diversi di pane e che ci è stata messa a disposizione sul tavolo una bottiglia di extravergine per aggiungere un tocco di sapore a nostra discrezione.
    Primi:   splendide trofiette fatte in casa con seppie e trombette, e grande "menestrun à la zenese" col pesto.
    Secondi:   fra 2 secondi di pesce e due di carne a disposizione noi abbiamo assaggiato una porzione di quello che ci sembrava il più sfizioso ed in linea con la ricerca della tradizione che ha caratterizzato il nostro pasto: la cima alla genovese fritta, una vera bontà, che ci è stata apprezzabilmente servita in due singole mezze porzioni in modo da non costringerci ad acrobazie durante l'assaggio; è anche da queste sottigliezze che si valuta la competenza del servizio.
    Da segnalare comunque il polpo con le patate, che ci ripromettiamo di provare in una visita futura.
    Dessert:   una ulteriore lavagnetta dei dessert comprende 4 proposte: cremino "after eight", pesche ripiene all'amaretto, bavarese alle nocciole, fragole, ma noi abbiamo desistito per questa volta, pienamente soddisfatti della cena consumata.
    Vini:   Lumassina '98 "l'Acerbina", Az. Agr. Terre Rosse, località Le Manie di Finale Ligure.

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