Reportages enogastronomici
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AntinéVia Torino, 34/A |
- Provato / (Conto in 2)
23-2-03 (€ 87,30) / 14-11-99 (€ 74,88) - Tipologia del Locale: Ristorante
- Descrizione
L'elegante portoncino d'ingresso di Antiné, situato nel centro di Barbaresco, si apre su di un grazioso salottino con l'armadio guardaroba e la scrivania per il ricevimento.
Una ariosa, ampia scala con i gradini in lastre di pietra vi condurrà alla sala del ristorante al primo piano, un ambiente di sobria eleganza curato in ogni dettaglio ma forse un po' freddo, con pavimenti in piastrelle grigie, pareti e soffitti tinteggiati in una riposante tonalità verde acqua, tendine con inserti in San Gallo, appliques dal design di tendenza, mensoline in cristallo con qualche bottiglia di pregio, tavoli ben apparecchiati in cui spiccano i sottopiatti armoniosamente in tinta con tutto il resto, la madia in arte povera con le antine in vetro per contenere i bicchieri: dal tono generale capirete di essere in un posto "giusto". Le toilettes al piano sono ampie, moderne, eleganti.
Il servizio è amabile, svolto con garbo, quasi in punta di piedi, preciso ed attento ai giusti tempi ed ai piccoli particolari come il rispetto dell'ordine d'arrivo ai tavoli nel presentare la successione delle portate e la solerzia nel riassortire il pane al terminare di una sola delle 4 varietà in cui viene offerto: alle noci e nocciole, al sesamo, bianco normale e la focaccia, tutti fatti in casa.
Ampia, curata ed esauriente la carta dei vini con i migliori Barbaresco, ben 4 pagine di "cru". - Il nostro pasto (23-2-03)
Annotato che i pani fatti in casa non sono più 4 ma soltanto 2 tipi, abbiamo optato per il "piccolo menù degustazione"
Appetizer: gelée di polipo con uova di salmone servita assieme ad una flute di spumante. Antipasti: passatella di zucca con code di gamberi, delicata, inconsueta e raffinata.
Primi: eccellenti tajarin tradizionali al coltello con ragù di cervo.
Secondi: lombata di maialino da latte scottato con radicchio rosso tardivo al rosmarino, davvero perfetto.
Dessert: flan di ricotta al mandarino con cioccolato caldo valhrona, squisito; e infine piccola pasticceria assieme ai 2 caffé (brutti e buoni, datteri e arancini ricoperti al cioccolato, biscottini alle mandorle e mini-baci di dama).
Vini: Barbaresco '99 dei Produttori del Barbaresco, che abbiamo degustato a tutto pasto. - Commenti:
nella nostra prima recensione abbiamo notato come la cucina di Antiné operasse con mano sicura e con notevole abilità nell'accostamento dei sapori; abbiamo annoverato il giovane cuoco, che cortesemente era venuto a salutare alla nostra uscita, fra gli astri nascenti della ristorazione di Langa.
Fra quelli degustati, erano molti i piatti che da soli valevano un viaggio apposito: lo sformato di zucca, i tajarin, lo strepitoso dessert di castagne.
Il rapporto qualità prezzo, anche considerato l'ampio uso del tartufo, ci era parso decisamente favorevole.
Il nostro giudizio rimane estremamente positivo a distanza di 3 anni, anche se abbiamo deciso di ritoccare al ribasso la votazione altissima originaria, un otto e mezzo che non sarebbe proporzionato in rapporto ai migliori ristoranti provati finora.
Antiné costituisce comunque una tappa gastronomica da non perdere; molto rimarchevole la constatazione che non si è verificato nessun aumento sostanziale dei prezzi, al contrario di quanto notato altrove. - Il nostro giudizio (espresso in decimi): 7/8 (dal sette all'otto)

- l pasti precedenti:
- La prima visita (14-11-99) Appetizer e Antipasti: per cominciare, servita come appetizer assieme all'offerta di una flute di spumante, una delicata spuma di prosciutto con tartufo nero presentata su di una fetta di pane condita con un filo di olio extravergine d'oliva. Poi la successione dei 3 antipasti veri e propri: eccellenti sia il vitello piemontese battuto a coltello con carciofi e funghi porcini freschi tagliati a fettine sottilissime, sia la tacchinella farcita con frutta secca in salsa agrodolce; semplicemente sublime lo sformato di zucca presentato su un letto di fonduta al tartufo nero.
Primi: morbidi tajarin al burro con tartufo bianco di Alba di impeccabile esecuzione, presentati come un nido per preservarne tutta la fragranza e la giusta temperatura; squisite fettuccine con farina di farro al ragù, riccamente condite.
Da segnalare nel menù recitato a voce gli agnolotti al brasato ed il risotto con i funghi porcini.
Secondi: dopo una successione di piatti di tal fatta, abbiamo dovuto rinunciare alle carni, tra cui segnaliamo il coniglio al Barbaresco, e all'uovo con tartufo. Noi ci siamo limitati alla degustazione di una sola porzione della ricca selezione di formaggi piemontesi, presentati con la cognà.
Dessert: zuccotto di castagne foderato di croccante cioccolato con purea di cachi e gelato alla crema, una vera e propria memorabile sinfonia di sapori; fragrante torta di mele con gelato alla crema che, a voler essere pignoli, avrebbe dovuto essere servita tiepida.
Con i 2 caffè ci è stata offerta una selezione di piccola pasticceria.
Vini: un validissimo Dolcetto d'Alba '98 "Vigna del Rosario" di Giancarlo Rocca, az. agr. I Ronchi, Barbaresco.
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